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A FIRENZE IL CONFRONTO SULLA NATURE RESTORATION LAW: DAI PRINCIPI ALLE AZIONI CONCRETE

Dal Territorio
9 Aprile 2026 di Redazione Caccia Oggi
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Roma, 9 aprile 2026 – A poche settimane dalla scadenza di settembre 2026 dell’iter di applicazione del Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura che prevede la presentazione da parte di ogni Stato membro del proprio Piano Nazionale alla Commissione di validazione europea, il nostro Paese appare in ritardo soprattutto dal punto di vista del coinvolgimento di tutti i portatori di interesse – e i cacciatori indubbiamente sono fra i principali – su questo specifico tema.
Federazione Italiana della Caccia esprime quindi particolare apprezzamento per l’iniziativa della Presidente del Consiglio regionale toscano, Stefania Saccardi, che in collaborazione con il CNR-ISC ha organizzato e ospitato lo scorso martedì presso la sede del Consiglio, il convegno “Il ripristino della natura – Un’opportunità da non perdere”, occasione di confronto tra Istituzioni, tecnici, mondo agricolo e venatorio sui contenuti e le prospettive della Nature Restoration Law.
“Dalle parole finalmente si passa ai fatti – ha sottolineato il Presidente nazionale Massimo Buconi, durante il suo intervento al tavolo dei lavori – e questo momento rappresenta un passaggio importante. I cacciatori vogliono essere attori e non semplici spettatori, al fianco degli agricoltori e delle Istituzioni, affinché dalla Nature Restoration Law possano nascere opportunità concrete per la gestione del territorio e l’aumento di biodiversità. È una occasione da non perdere, come più volte ho ricordato, e la Federazione è sempre stata in prima linea su questo tema, confrontandosi e coinvolgendo direttamente i Ministeri interessati, non ultimo nel convegno organizzato a Dicembre 2025 a Perugia, dove avevamo manifestato le stesse preoccupazioni emerse oggi”.
Il Presidente Buconi ha infatti manifestato chiaramente le perplessità sulle modalità di partecipazione relative alla raccolta delle osservazioni sul Piano Nazionale di Ripristino previste dal nostro Paese, evidenziando la necessità di garantire un coinvolgimento concreto e non formale dei portatori di interesse, affinché il contributo dei territori possa incidere concretamente sulle future scelte operative.
Un concetto espresso anche dalla Presidente del Consiglio regionale nel suo saluto istituzionale, nel quale ha sottolineato l’importanza di un dialogo ampio e strutturato su un tema destinato ad incidere in modo significativo sulla gestione del territorio e delle attività produttive.
L’iniziativa, strutturata in due distinti momenti nell’arco dell’intera giornata, ha coinvolto numerosi e qualificati relatori, che hanno portato le posizioni di tutti i settori interessati. Davanti a una sala gremita e all’ancor più numeroso gruppo che ha seguito i lavori collegato in diretta, la sessione della mattina, moderata dal giornalista Marco Ramanzini, ha visto interventi di livello nazionale ed europeo. A portare il loro contributo sono stati Valentina Siddi di FACE; i dirigenti di settore regionali Marco Ferretti (Regione Toscana), Paolo Genta (Regione Liguria) e Alberto Zannol (Regione Veneto); Stefano Masini, Coordinatore Area Ambiente e Territorio di Coldiretti nazionale; Pierangela Angelini di ISPRA; Antonio Maturani, Direttore generale della Direzione per il patrimonio naturalistico del MASE e Simona Angelini Direttore generale della Direzione generale sviluppo rurale del MASAF.
La tavola rotonda del pomeriggio, moderata da Michele Bottazzo, è stata aperta da Stefano Focardi del CNR di Firenze, Istituto con il quale Federcaccia ha formalizzato una convenzione attraverso il coordinamento di un gruppo di lavoro di esperti a cui partecipano anche i tecnici dell’Ufficio Studi e Ricerche FIdC proprio con l’obbiettivo di analizzare gli effetti dell’applicazione del Regolamento sugli habitat di specie di particolare interesse faunistico venatorio e di redigere delle proposte tecniche utili. Sono poi seguiti gli interventi di Renato Ferretti (CONAF); Marco Zaccaroni (Università di Firenze), Monica Tommasi (Amici della Terra) e Matteo Martinet (ATI Valle d’Aosta).
Da tutti è emersa la necessità di integrare pienamente il ripristino ambientale con le attività agricole e produttive, così come quella – sottolineata in particolare da Marco Ferretti della Regione Toscana – dell’importanza del pieno coinvolgimento degli enti territoriali, di una individuazione attenta e mirata delle aree di intervento e di una valutazione concreta degli strumenti disponibili.
Fra i presenti in sala anche l’on. Marco Simiani, che ha portato con il suo intervento un contributo e uno spunto di riflessione, e Marina Berlinghieri di Fondazione UNA.
“Il confronto ha confermato l’importanza di iniziative come questa promossa dalla Regione Toscana – ha commentato al termine dei lavori il Presidente Buconi – capaci di creare un punto di incontro tra esigenze diverse ma complementari, e di avviare un percorso condiviso verso l’attuazione della normativa europea. Un percorso che è ancora in fase di definizione e che sarà fondamentale proseguire nel dialogo tra tutte le parti coinvolte per raggiungere un obbiettivo che riguarda tutta la società, perché un ambiente più sano e più ricco è nell’interesse di tutti i cittadini del Paese. Da parte nostra solleciteremo di nuovo i ministeri competenti in questo senso. Aspetto ora con interesse particolare l’annunciato documento finale che verrà elaborato a seguito dell’iniziativa, chiamato a raccogliere e sintetizzare gli spunti emersi durante la giornata, tra prospettive, criticità e possibili punti di incontro”.

Ufficio Stampa e Comunicazione Federazione Italiana della Caccia


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