I trofei arredano la tenuta e la prestigiosa cantina, dove stanno le cose personali, dove si sente che è casa. Le “reliquie” risalgono al 1932, e l’emozione aiuta a ricordare scene di caccia in cui il nobile vignaiolo, accompagnava il padre per rubare l’arte e per condividere la grande passione, sostenuta dalla sua stessa amata mamma. La gentilezza e l’amore di una
compagna di vita si leggono nei piccoli gesti di condivisione ed attenzione. Prima di esporre ogni trofeo infatti, la contessa, madre di Gian Paolo, scriveva con china, pennino e normografo, luogo e data in cui si era arricchito il carniere di famiglia. Si viaggia dalla riserva di famiglia in Austria, al Canada, all’Irlanda poi di nuovo al Trentino, infine alle campagne lagarine, dove il cacciatore torna contadino. Visitiamo la cantina e la campagna dove si produce il Foianeghe. L’archivio della cantina, fa risalire la prima vendemmia al 1697, una delle più antiche in assoluto in Italia.
ESCLUSIVA CACCIA OGGI – “PROFUMO DI CACCIA E DI VINO..” Intervista al conte Bossi Fedrigotti
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