Vadi, Fantozzi…

Il nido del falco

“Vadi, Fantozzi..”: con questo improbabile congiuntivo sono cresciute almeno quattro generazioni di italiani, che insieme hanno gioito, riso alle lacrime ed a volte anche pianto per le avventure del ragioniere più famoso di tutti i tempi. E così, se n’è andato anche lui. In fondo, direbbe qualcuno, anche Fantozzi era un essere umano. Su questo mi sento di azzardare più di un dubbio: può una maschera morire davvero? E’ mai morto Pulcinella o Arlecchino? Non che io sappia. L’uomo Paolo Villaggio però, un maschera non era, anche se la sua genialità lo iscriverebbe di diritto in quell’Olimpo di superumani nietzschiani a cui tutti, prima o poi, rivolgiamo lo sguardo per trovare conforto, ispirazione e quel brivido di infinito che per qualche attimo incantato rende meno amara la nostra condizione di uomini. “Vadi, Fantozzi”, è stato per cinquant’anni il grido di riscatto di un’Italia piccolo borghese diventata regina grazie all’esaltazione della finta mediocrità, ma anche una parola d’ordine verso il buon’umore più radicale, quello che esorcizzava l’ordinarietà delle vite di tanti rendendole degne di un libro di avventure. Diciamo la verità: a chi di noi non sarebbe piaciuto partecipare al ballo della contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare? Assistere alla partita di biliardo contro il duca conte dott. Barambani, o alla corsa ciclistica organizzata dal Direttore Ereditario Gran Lup. Mann. visconte

L'indimenticabile battuta di caccia di Fantozzi: fionda elastica, berretto bianco alla marinara di Mariangela, canarino da richiamo e gatto randagio da riporto..

L’indimenticabile battuta di caccia di Fantozzi: fionda elastica, berretto bianco alla marinara di Mariangela, canarino da richiamo e gatto randagio da riporto..

Cobram? Il mondo di Fantozzi ha catturato tutto di noi: la nostra attenzione, i nostri paradigmi, persino la nostra lingua, se è vero come è vero che il temine “fantozziano” è entrato ormai in tutti i più importanti dizionari. Ognuno di noi è un po’ Fantozzi, a ben guardare: quando si ferma la macchina a ferragosto sull’autostrada con la suocera a bordo, quando facciamo le corse per prendere un posto sull’autobus, o quando per una vita intera pieghiamo miseramente la schiena dinanzi al capufficio fino all’ancor più miserabile pensione, aggravata in aggiunta dal grigiore degli anni. Siamo Fantozzi quando ci intruppiamo tutti per andare a Sharm el Sheikh dove ci faranno vedere un cammello, ci serviranno un piatto di cuscus, l’aragosta surgelata un anno prima, e noi ci sentiremo come Lawrence d’Arabia nella traversata verso Aqaba.
Allora grazie, ragionier Fantozzi, per averci resi tutti migliori. Vadi dunque, che Filini è da un po’ che l’aspetta per organizzare l’immancabile gita aziendale e, mi raccomando, non dimentichi lo smoking bermudato: stia sicuro che la contessa darà un gran ballo per accoglierla come si deve in paradiso..