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Gli ecologisti dell’ultima ora..

19 Giugno 2025 di Franco Zunino
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Non c’è niente da fare, in Italia di fronte ad ogni problema che si presenti, non si propongono mai soluzioni pratiche, ma solo palliativi, quasi sempre costosi e/o che facciano girare soldi (se poi sono tecnologiche, meglio ancora!). Anche poi finiscono per non risolvere nulla. L’ultima uscita è quella dei dissuasori per orsi e lupi sperimentati nel Parco Provinciale del Brenta-Adamello (in un Parco! Dove, appunto, l’uomo dovrebbe interferire il meno possibile con gli eventi naturali). Il fatto che orsi e lupi siano presenti in innumerevoli Parchi del mondo, e che in nessuno di essi si sia proposta una tale iniziativa, non dice loro nulla. Il fatto che gli antichi spaventapasseri siano lì da centinaia di anni a dimostrare la loro scarsa utilità (gli animali fanno presto a rendersi conto che non sono quello che dovrebbero far credere che siano!), non dice loro nulla. L’importante è che non debbano prendersi provvedimenti che comportino l’abbattimento di animali! Il fatto che in tali casi la migliore soluzione sia appunto quello di mantenere basso il numero degli animali e rendere le loro popolazioni compatibili che gli stati ambientali e territoriali in cui vivono, non viene mai presa in considerazione, ed anzi viene subito scartata di principio! Eppure in Italia è proprio la presenza ovunque di paesi, gente e abitazioni, che dovrebbe spingere i gestori della fauna a stabilire questa regola FONDAMENTALE: perché è ovvio che d noi la compatibilità debba essere giocoforza BASSA. Da noi la “gestione dei grandi predatori” (ma oggi anche delle popolazioni di ungulati, quali cinghiali e cervidi), al contrario del resto del mondo, non prevede MAI la possibilità, o necessità, di ridurne il numero mediante compassionevoli abbattimenti. Ecco perché i problemi si trascinano all’infinito.

D’altronde, dove ancora ci sono persone (e non sono poche!) che pretendono di far mettere in libertà orsi che si sono resi pericolosi per l’uomo, e che addirittura hanno già ucciso anche una persona, la dice lunga su questo problema! È notorio infatti come in Trentino si sia manifestato per richiedere la messa in liberta dei due esemplari di orsi pericolosi che avrebbero dovuto essere, non già condannati all’ergastolo come è stato fatto, su pressione proprio degli animalisti che ora li vogliono far liberare (ma senza assumersene la responsabilità!), bensì alla più umana e compassionevole pena di morte, proprio perché notoriamente irrecuperabili per esperienza assai più lunga della nostra fatta in casi simili in altri Paesi. Per cui, per poter godere delle bellezze del Trentino l’uomo deve rischiare la morte e, peggio, rischiarla ogni giorno per chi vi vive e lavora tutto l’anno. Peccato che certamente a rischiare non sono quelle persone che hanno manifestato per la liberazione degli orsi, lo ribadiamo per l’ennesima volta, “sloveni del Trentino”, JJ4 (l’uccisore di Andrea Papi) e M49 resosi minaccioso verso gli umani; persone che probabilmente si guardano bene dall’andare a passeggiare o a vivere in quei luoghi dove altri hanno rischiato la morte o l’hanno subita proprio perché vi passeggiavano o vi vivevano tutto l’anno! Intanto in Slovenia, le autorità hanno autorizzato l’abbattimento di 200 orsi della stessa stirpe aggressiva proprio per ridurre il rischio di attacchi all’uomo. Tante proteste per due esemplari: silenzio assoluto per altri 200. Due pesi e due misure che si spiegano solo col menefreghismo verso il problema, e interesse solo verso Gaia e Papillon che, avendoli anche “battezzati”, li hanno resi più umani! Gli altri 200, evidentemente sono considerati eretici e possono mandarsi al rogo senza alcun problema di coscienza (ovviamente ci si riferisce ai contestatori)! Qualcosa non quadra! Evidentemente, per loro, anche per gli orsi vale la regola umana di certe realtà politiche dove si pretende (o si fa credere) che gli uomini siano tutti uguali, ma dove poi ve ne sono sempre alcuni più uguali degli altri! E, come nella famosa Fattoria degli animali di Orwell, ecco che Gaia e Papillon oggi sono orsi più uguali degli altri!

In Liguria è stato cambiato il Presidente della Regione, ma per l’Isola Gallinara non è cambiato nulla: a tutti i costi deve essere turisticizzata aprendola al pubblico, come se la sua bellezza godibile dalla costa non fosse sufficiente per attrarre turisti, e vi sia bisogno di progetti (costosi, ovviamente, perché quando i soldi girano, non sempre vanno tutti dalla parte giusta!) per “valorizzarla”! Progetti che finiranno per infliggere all’isola danni di cui ci si renderà poi conto quando sarà troppo tardi. Infatti il nuovo Presidente della Regione, l’ex Sindaco di Genova Marco Bucci, sta rilanciando il progetto che già fu di Toti sulla valorizzazione sia dell’isola che dei suoi fondali che del tratto di mare che la separa dalla costa. Un progetto che, come lo chiamano loro che di ambiente quasi sicuramente conoscono poco, dovrebbe essere per un “turismo sostenibile”, e anche e per assurdo, per la “difesa del territorio”! L’Isola Gallina, tra i pochissimi angoli di Liguria marina rimasta inalterata, e che proprio per questo continua fare gola. “Un luogo simile non può restare inaccessibile hanno detto”; mentre è proprio così che deve restare, come insegano tante altre realtà similari al mondo: si ripete. Siamo di fronte ad uno dei pochissimi angoli liguri rimasti quali erano un tempo! E solo per questo essi andrebbero preservati integralmente, se fossimo un Paese serio! Altro che “volano per la Regione” e “outdoor marino”! Vadano a vedere le tante isolette britanniche preservate per il loro bene naturale. Ah, già, l’Inghilterra non è più parte dell’Unione Europea! E forse ha fatto bene ad uscirne, se farne parte significa questa pioggia di milioni di euro per snaturare gli angoli più belli del nostro paese, svendendoli al turismo di massa pur che portino soldi (per poi magari strillare ai problemi dell’over-turismo a Venezia)! D’altronde, se da una parte Bucci ci parla del “dissesto idrogeologico”, per frenare il quale ha stanziato “100 milioni di euro”; e dall’altro mira a favorire il turismo outdoor (che poi significa solo biciclette da montagna!) che devastano la morfologia delle montagne liguri e le apre a quel rischio idrogeologico che si dice di voler combattere (purtroppo, con il silenzio di tante autorità preposte ad impedirlo!), cosa ci si può aspettare d’altro dall’autorità regionale?

L’Italia è forse l’unico paese al mondo dove per salvare le foreste e combattere i cambiamenti climatici le foreste le si tagliano: quello che per tutti i media mondiali vale per salvare l’Amazzonia e lo stesso Pianeta, ovvero non abbattere alberi, non vale per l’Italia! Da noi si deve fare il contrario, e sembra che più si tagliano alberi più si migliora la situazione. Poi però ci vengono magari a dire che per ottenere la stessa cosa bisogna piantare nuovi alberi! Un ossimoro da cui non riesce ad uscire! Alla fin fine si intuisce come alla base di tutto non ci sia né l’abbattimento della CO2 né la salvezza delle foreste, né tanto meno il salvare il Pianeta: bensì solo il poter godere di fondi, possibilmente pubblici, per gestire in senso produttivo le foreste (quindi abbattere alberi e, va da sé, costruire sempre più nuove strade per trasportare il legname!), e con ciò incamerare altri soldi! In Provincia di Bergamo si è giunti addirittura a sostenere che tutto ciò si può fare anche con l’aiuto dei motociclisti (che poi sono i fuoristradisti e i praticanti l’enduro che ovunque nel mondo sono considerati da sottoporre a regimi di controllo proprio per il danno che arrecano alle foreste e alle montagne in genere!). Lo hanno ribadito in un convegno organizzato in Val Seriana da enti e istituzioni che notoriamente a tutto pensano meno che a salvaguardare le foreste e le montagne. Ovvio che se non ci fossero dietro ben 2,6 milioni di euro di fondi – in parte pubblici –, di questi boschi e montagne non importerebbe a nessuno! Ma questo si sono ben guardati dal dirlo! L’iniziativa l’hanno chiamata “RiForestAzione – Strategia per la Transizione Climatica della Val Seriana”, e la finanzierebbe la Fondazione Cariplo e la Comunità Montana. E dentro alla programmazione, a sentire i relatori, c’è di tutto meno che la protezione delle foreste che si richiede invece per l’Amazzonia. Una protezione che in altri paesi del mondo – terzo mondo compreso! – si applica su milioni e milioni di ettari da preservarsi vergini per la stessa ragione, per cui da noi si vogliono sempre più sfruttare boschi e foreste! In Italia, stranamente, vale il contrario! Sembra che più si opera, si manipola, si taglia, si sfasciano foreste e territori, più si ottiene lo stesso effetto! Misteri della politica! E le hanno definite “buone pratiche per tutto il territorio alpino e prealpino”, magari aree protette comprese! In pratica, in quel convegno si è sentito di tutto su boschi e foreste, finanche il contrario di tutto… pur che girino soldi! “Un ruolo importante quello delle foreste, che assorbono l’anidride carbonica e sono fondamentali per la lotta ai cambiamenti climatici”; ma poi i boschi si vogliono ridurre in numero di alberi e massa legnosa: tagliare i più grandi e di maggior valore sia economico che di assorbimento di CO2, per far crescere i più piccoli, che economicamente non rendono nulla fino a che non crescono, e tanto meno assorbono parimenti anidrite carbonica! “Filiera bosco-legname-energia”, dicono infatti. E, addirittura, dopo aver data tanto importanza al bosco, ci si lamenta che “i boschi stanno avanzando”: come se fosse un fatto negativo! Ecco che alla fin fine si intuisce che lo scopo principale di quest’iniziativa non è tanto risolvere il problema del clima, quanto i soldi che girano attorno al capitale foreste, per creare ricchezza attraverso il loro sfruttamento. Lasciando che a salvare il Pianeta ci pensino e si sacrifichino i popoli poveri della terra che possiedono foreste vergini, impedendo che le si sfruttino difendendole dall’ingordigia dei popoli ricchi che ne continuano a richiedere il legname più pregiato… magari solo per fare delle bare! I ricchi all’assalto alla diligenza, i poveri costretti a farsi rapinare! Hanno detto in Val Seriana: “In Italia boschi e foreste sono troppo frammentati e trascurati: non c’è una filiera che garantisca reddito e questa gestione parcellizzata, spesso dispersa in una lunga genealogia di eredi, non rende appetibili gli interventi”. Ma non hanno detto che quando saranno “resi appetibili” inserendoli nelle grandi imprese consortili che i programmatori vorrebbero, il profitto più che ai piccoli proprietari andrà a chi…tira le file dell’impresa! Ecco, e a questo a cui mirano questi “ecologisti” dell’ultim’ora con la loro Strategia; ovviamente con la motivazione di copertura di voler contribuire a salvare il pianeta dai cambiamenti climatici!

Franco Zunino

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