La pernice è sempre stato un animale ammantato da un alone di leggenda, e fin dall’antichità, è entrata nella mitologia romana e greca. In quest’ultima, si narra che Acalo, inventore della sega e del compasso, sia stato fatto precipitare da una torre sacra ad Atena, per mano di suo zio Dedalo, invidioso della considerazione che la gente nutriva per l’ingegnoso nipote. La dea Atena però, impietosita trasformò Acalo in pernice durante la caduta. Da qui il nome “perdice”, perdix, contemplato nella nomenclatura scientifica.
Nella mitologia romana, Ovidio riporta questa storia nelle sue “Metamorfosi”, e
aggiunge che la pernice vola bassa per la paura dell’altezza, ricordandosi di quando era stata, ancora in forma umana, fatta precipitare dalla torre.
Antiche credenze popolari ritenevano che le pernici, al momento della cova, preparassero due nidi, uno curato dal maschio e l’altro dalla femmina. Per questa ragione, quale simbolo di concordia nella cura della famiglia, si usava rappresentare sugli stemmi araldici uno di questi uccelli, peraltro simboleggiante anche l’astuzia e la scaltrezza data la sua abilità a sfuggire ai cacciatori. Inoltre, una ulteriore credenza, voleva che, imbottendo il materasso di piume di pernice fosse un toccasana per qualunque infermo deposto su di esso, impedendone, in casi di grave malattia, perfino la morte.







