Arcicaccia Campania: Sorrentino e Rosiello in Regione per far valere le ragioni dei cacciatori

Dal Territorio

Da Ufficio Stampa Arcicaccia Campania:

Un incontro positivo, quello svoltosi ieri dai responsabili della Regione con le associazioni venatorie che ha permesso, intanto, di confermare il calendario venatorio 2017 – 2018.
Il Presidente Nazionale Sergio Sorrentino era intervenuto precedentemente sulla materia calendari incendi con una sua lettera all’Assessore della Puglia, coordinatore delle Regioni in materia di agricoltura e caccia. L’ARCI Caccia richiamava nella nota le problematiche che derivano dalla tragica situazione degli incendi che per il clima, le temperature elevate hanno raggiunto numeri eccezionali. L’ARCI Caccia ha evidenziato l’esigenza di politiche di prevenzione per superare incuria, colpire il dolo, isolare i folli. Siccità che nelle Regioni meridionali ha reso i roghi particolarmente aggressivi.
Di questi drammatici problemi, purtroppo, si sono interessate strumentalmente (non è una novità), alcune associazioni ambientaliste che hanno alimentato il “fuoco” delle polemiche sterili, attaccando le Regioni per i loro calendari venatori e invocando autoritari interventi della Stato centrale per ritardare e bloccare l’inizio della stagione venatoria. Dobbiamo amaramente constatare che ci sono ambientalisti che preferiscono andare fuori tema.
“La lettera del Presidente nazionale dell’ARCI Caccia ha colto in primis le questioni” – ha così commentato il neo eletto Presidente ARCI Caccia della Campania Enrico Rosiello – “ha favorito nell’incontro avuto con la Regione Campania, un risultato positivo per sgombrare il campo da pregiudiziali argomenti ed affrontare nel merito i problemi e risolverli. Nell’incontro abbiamo concordato di riconvocarci per il 28 agosto così da aggiornare l’analisi delle condizioni climatiche, dei danni prodotti, della vastità territoriale, della qualità e della quantità delle aree interessate.
In questo contesto appare privo di fondamento scientifico e conservazionista il solo pensare di vietare la preapertura alle specie tortora e corvidi che non subiscono, nel periodo di caccia previsto, alcuno stress per la limitatezza dei giorni di prelievo e, nello specifico per i corvidi, perché necessitano di interventi di gestione faunistica per un ridimensionamento della loro presenza che, nell’attuale consistenza, rende difficile la vita di altre specie selvatiche e danneggia alcune colture agricole in certi periodi dell’anno. Ricordiamo, inoltre, che la legge già interviene a vietare la caccia sui terreni devastati dalle fiamme.
Confidiamo ci sarà un lavoro istruttorio dei tecnici della Regione propedeutico a definire eventuali interventi necessari. Prioritario nell’incontro, è stato salvaguardare gli interessi della comunità campana e i cacciatori si sono dimostrati, anche in questa occasione, importanti e indispensabili in ogni appuntamento ove si ragioni seriamente di ambiente, biodiversità, fauna selvatica e di paesaggio rurale: ricchezze del Paese”.