La Morte e il Falco: una nuova poesia di Mario Burani

Lettere al Direttore

“Ch.mo Dott. Sapia,

mi faccio vivo dopo un po di tempo, avendo dovuto e dovendo scrivere di una vicenda forse più consona alla mia precedente professione (una critica alle indagini volutamente errate sulla morte del padre di Giovanni Pascoli).

Da tempo avevo nell’animo di mettere in poesia un episodio da me vissuto in addestramento del mio amato Spinone Rambo.
Una mattina, insieme al mio maestro dresseur Corrado Zaniboni, in una grande stoppia abbiamo visto lo Sparviero catturare una Starna e volare via seppur inizialmente a fatica sotto l’incalzare dei cani, con la preda fra gli artigli. Solo la Volpe è oggetto di mia fantasia forse a scopo didascalico.

Se riterrà la poesia degna di pubblicazione, l’autorizzo a pubblicarla.

Per ora mi limito a ringraziarla e a congratularmi con Lei per i Suoi scritti che sempre leggo.

Cordiali Saluti.

Mario Burani”

                                       

                                   LA MORTE E IL FALCO

 

Sorge il sole dalla casa del tempo

e dolcemente illumina la gialla

stoppia di grano, venata da lunghe strisce

d’erba appena nata.

 

La grassa pernice muove rapidi passi

per cercare chicchi dorati.

Becca e subito alza il capo attenta

ai rovi che circondan la stoppia.

 

Nessun pericolo si palesa fra i rovi.

Non vede che la morte dai gialli occhi

e dal rostro grifagno dal cielo tutto osserva.

 

Il Falco improvvisamente scivola d’ala

e piomba in picchiata sulla preda,

inchiodandola al suolo e con il becco tagliente l’uccide.

 

Goloso inizia a spennarla, ma non vede, lo Sparviero

due occhi fissi, un muso appuntito e due orecchie ritte

di chi sta in agguato fra i rovi.

 

Come un fulmine, con un sol balzo, la rossa volpe 

agguanta il falco, l’uccide e l’abbocca.

Così porterà ai suoi volpicini affamati

ben due prede per un ricco pasto.

Se ne va felice ondeggiando la coda.

 

Sale il Sole e illumina la stoppia, in apparenza vuota di vita.

Solo la Natura che dispensa perpetuamente, Vita e Morte

vince e trionfa sempre.

 

                                        Mario Burani

 

 

 

Come vede, egregio avvocato, non mi sono fatto sfuggire l’occasione di pubblicare una delle sue bellissime composizioni. Già in precedenza abbiamo avuto il privilegio di offrire ai nostri lettori un saggio della sua produzione letteraria e insieme a loro ne abbiamo apprezzato la forte evocatività, il lirismo d’altri tempi, e la facoltà che i suoi scritti possiedono di trasfondere dalla carta le emozioni che han dato loro la vita. L’animo di un vero cacciatore si vede anche da queste cose, ovvero dalla capacità di cogliere la sfumatura di un uccello in volo, del lampo ferino nell’occhio di una volpe, o la teoria cromatica di alberi e campiture. Grazie a lei, avvocato Burani, per regalarci attimi di natura fuggente così pieni di vita e di bellezza.

Mario Sapia

Direttore Responsabile

CACCIA OGGI